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Yemen: stallo politico e timori di nuove violenze dopo l'attentato a Sana'a

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Yemen: stallo politico e timori di nuove violenze dopo l'attentato a Sana'a

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Lo stallo politico e decine di morti fanno temere ulteriori violenze tra sciiti e sunniti nello Yemen. Le persone rimaste uccise nell’attentato suicida compiuto nella capitale Sana’a – e in un altro attentato – sono una settantina e i feriti decine, ma molti sono in gravi condizioni ed il bilancio è dunque destinato ad aggravarsi.

Bersaglio dell’attacco i ribelli Houthi, movimento sciita che controlla la capitale dal 21 settembre e che accusa gli Stati Uniti, parlando di campagna volta a destabilizzare il Paese. Fonti governative puntano il dito contro un gruppo affiliato ad al-Qaida.

L’attentato è il più grave dal maggio del 2012. È avvenuto in seguito alle dimissioni – sotto la pressione dei ribelli – del premier Ahmed Awad bin Mubarak, nominato solo martedì, e mentre i ribelli stessi si preparavano a manifestare per chiedere le dimissioni del presidente Abdrabbuh Mansour Hadi.