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Malala e Kailash, il Nobel per la Pace dalla parte dei bambini

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Malala e Kailash, il Nobel per la Pace dalla parte dei bambini

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Un proiettile ha cambiato il suo destino. A 17 anni, Malala Yousafazi è la più giovane vincitrice di un premio Nobel per la Pace. Quella bambina pakistana di 15 anni che raccontava su un blog la vita sotto i taleban, oggi è un’attivista per il diritto all’istruzione.

A Birmingham, in Inghilterra, dove vive attualmente, è tornata a scuola e a una vita quasi normale che dedica ai diritti delle donne nel mondo.

La storia di Malala subì una drastica svolta il 9 ottobre del 2012, quando venne ferita al collo e alla testa da un miliziano taleban mentre tornava da scuola su un bus. Il mezzo fu fermato, il miliziano salì sul bus e domandò: “Chi è Malala?”. Nessuno rispose, ma gli sguardi si concentrarono su quella bambina che, da anni, raccontava come una fatwa impedisse alle ragazze di studiare.

Il 4 ottobre 2013 il Parlamento europeo le ha conferito il premio Sakharov per la libertà di pensiero. Nello stesso anno, la rivista Time le ha dedicato una copertina, piazzandola tra le 100 persone più influenti al mondo.

Il 12 luglio 2013, il giorno del suo compleanno, ha parlato al Palazzo di Vetro a New York indossando lo scialle appartenuto all’ex primo ministro pakistano Benazir Bhutto, uccisa da al Qaeda.

“Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo – disse Malala all’Onu – l’educazione è la sola soluzione, l’educazione viene prima di tutto. Grazie”

La lotta per i diritti umani in un continente, l’Asia, grande quanto le sue contraddizioni ha premiato con il Nobel per la Pace anche l’indiano Kailash Satyarthi, 60 anni. Il suo impegno contro il lavoro minorile ha permesso di liberare almeno 80.000 bambini dalla schiavitù.

‘‘Ancora una volta i politici sono venuti con buone parole e la retorica, non con le risorse. Sono venuti con i notebook, non con i libretti di assegni – disse Kailash Satyarthi al termine di un incontro internazionale a Bruxelles – Sarebbero dovuti venire con i libretti degli assegni per dare la possibilità economica ai più poveri dei bambini poveri di andare a scuola. Perché la scuola è l’unico modo per conquistare i diritti in questo mondo”.

Kailash Satyarthi è impegnato dagli anni ’90 nella lotta contro la schiavitù dei bambini con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan.

Da presidente della Marcia globale contro il lavoro minorile calcolò che basterebbero tre giorni di spesa militare mondiale, pari a 11 miliardi di dollari, per far sparire la piaga del lavoro minorile attraverso l’ istruzione per 246 milioni di bambini lavoratori.