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Mike Tyson alla prima europea del suo show: "voglio intrattenere"

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Mike Tyson alla prima europea del suo show: "voglio intrattenere"

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Una vita che ha riempito la cronaca e non solo quella sportiva: Mike Tyson porta in scena per la prima volta in Europa il suo one man show, “L’incontestabile verità”. Ossia la storia del più giovane campione del mondo dei pesi massimi dall’infanzia vissuta a Brooklyn, ai successi, al ritiro nel 2005. Ma anche il carcere dove è finito varie volte: nel 1992 per tre anni, condannato per stupro.

Euronews ha incontrato Mike Tyson a Montecarlo, dove giovedì è atteso il suo spettacolo e dove sarà premiato nell’ambito del salone Sportel. Ma la boxe gli manca?

“Se si tratta di combattere o anticipare, no”, risponde Tyson.

L’ex pugile si sofferma sul passato e sulla sua occupazione attuale.

“La mia esperienza mi è costata molta dedizione e sacrificio. Ognuno percorre strade diverse per diventare campione. La mia è stata piena di sacrifici e di molta costanza”.

“La mia epoca era diversa, c’erano lottatori assetati di vittoria. Dedicavano davvero la vita alla lotta, era il loro obiettivo. Non avrebbero cercato un lavoro. Nella nostra vita c’era soltanto la lotta, saremmo morti per essa. Così era.
Adesso ci sono tanti sbocchi differenti. Quando lottavo, se vivevi di sussidi, non avevi l’auto né il televisore in casa. Ora se ricevi assistenza hai una macchina, hai una tv, è molto più facile adesso rispetto a quando io lottavo.”.

“Mi piace intrattenere la gente, è quanto faccio, voglio essere un intrattenitore. Morirò dedicandomi a questo. Non voglio fare nient’altro. Se non lo farò diventerò un fannullone. Non mi interessa fare nient’altro. Sono nato per questo mestiere: anche la boxe è intrattenimento, anche se in modo violento. Ora voglio dedicarmi soltanto all’intrattenimento”.