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L'Fmi all'Eurozona: riforme sì, ma orientate alla crescita

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L'Fmi all'Eurozona: riforme sì, ma orientate alla crescita

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Crescita e lavoro. È questo il mantra che si sente ripetere tra i corridoi del Fondo monetario in occasione del vertice semestrale con la Banca mondiale.

Abbassate le previsioni globali a causa di un’Eurozona paralizzata da alti livelli di disoccupazione e bassa inflazione, l’organizzazione ribadisce l’importanza di fare le riforme economiche.

Ma esorta anche i governi a rimettere mano al portafoglio.

“Questo nuovo slancio con possibilmente più crescita, più posti di lavoro – una crescita migliore, migliori posti di lavoro – è ciò che di certo chiediamo ai nostri membri di produrre”, ha detto il capo dell’Fmi Christine Lagarde.

“Politiche fiscali più orientate alla crescita possono essere attuate. Potenzialmente, riforme del lavoro e politiche fiscali aggiustate per sostenere le riforme del mercato dell’impiego, che per noi avrebbero sicuramente senso”, ha concluso.

A stretto giro è arrivata la risposta della Germania , per bocca del ministro delle Finanze Schauble: staccare assegni non è un buon modo per rilanciare la crescita, ha detto, la situazione europea cambierà quando Paesi come Francia e Italia faranno le riforme.

Al vertice europeo di mercoledì Roma ha incassato il sostegno di Berlino per la sua riforma del lavoro. Questo nel giorno stesso in cui il Jobs Act del premier italiano Renzi passava l’esame della fiducia al Senato.