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Guerra a Kobane. Turchia chiede zona tampone. Usa non disponibili

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Guerra a Kobane. Turchia chiede zona tampone. Usa non disponibili

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La città siriana di Kobane nodo gordiano nel conflitto tra curdi e jihadisti che la Turchia stenta a recidere.

I combattimenti continuano a pochi chilometri dai suoi confini, ma Ankara non pare intenzionata a entrare militarmente nel conflitto se non con lo scopo di creare una zona tampone che tenga lontana la minaccia dell’autoproclamato Stato Islamico.

Intanto la Turchia richiede l’intervento degli Stati Uniti. Che a loro volta non vogliono esporsi.

“La creazione di una zona cuscinetto non è per noi una priorità” ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Usa Jen Psaki. “Siamo felici di interagire con i nostri partner, ascoltarli, discutere con loro delle varie opzioni che propongono. La Turchia percepisce una minaccia, la minaccia dell’autoproclamato Stato Islamico, molto più di tanti altri Paesi al mondo e certamente ha specifiche preoccupazioni su cui concentrarsi e questa è una delle ragioni per cui dobbiamo aver un ruolo chiave. È di questo che stiamo discutendo”.

Per ora i raid americani sono serviti a limitare l’avanzata degli jihadisti permettendo alle milizie curde di non perdere completamente il controllo di Kobane. Ma il Pentagono e gli alleati sono certi, come del resto la Turchia, che l’unica soluzione sia un intervento di terra. Il problema è trovare chi sia disposto a mobilitari le proprie truppe.