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Ancora raid su Kobane. Ankara: "Non interverremo da soli"

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Ancora raid su Kobane. Ankara: "Non interverremo da soli"

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I raid aerei statunitensi sulle postazioni dell’Isil non bastano a risolvere l’assedio di Kobane, città siriana a maggioranza kurda.

I miliziani controllano un terzo della città, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che parla anche di almeno 500 morti dall’inizio dei raid.

Intanto, il governo di Ankara ribadisce di non avere l’intenzione di intervenire da sola in Siria.

“Non è realistico attendersi che la Turchia metta in atto una operazione terrestre da sola. Le nostre trattative continuano secondo tutti i nostri suggerimenti. Anche i contatti con i nostri alleati continuano. La Turchia non esiterà a fare la sua parte, una volta che sarà presa una decisione comune”.

Sia la Gran Bretagna che gli Stati Uniti hanno informalmente criticato l’inerzia della Turchia, che ieri aveva posto come condizione per l’intervento l’istituzione di una no-fly zone e di una zona cuscinetto lungo il confine; due questioni che i vertici della Nato, ha fatto sapere il segretario generale Soltenberg, “non hanno nemmeno preso in considerazione”.

Mentre la coalizione anti-Isil continua a discutere, i miliziani festeggiano il sequestro di armi e veicoli dalle mani dei nemici, e si preparano a una lunga resistenza.