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Turchia. Morti e feriti in scontri tra curdi e militanti islamici

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Turchia. Morti e feriti in scontri tra curdi e militanti islamici

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È di almeno 14 morti il bilancio degli scontri nel Sud-Est della Turchia.

Le proteste filo-curde contro l’avanzata dei militanti islamici a Kobane, in Siria, e contro l’immobilismo di Ankara nei confronti della situazione pochi chilometri oltre il confine sono degenerate in almeno 5 città turche, a partire da Diyarbakir, il più importante centro a maggioranza curda nel Paese. Gli scontri più gravi si sono registrati inoltre a Sirt, Batman, Mus, Mardin, sempre nel Sud-Est della Turchia.

Non sono mancate proteste anche ad Istanbul dove tuttavia non ci sono state vittime. Secondo diverse fonti i decessi non sarebbero avvenuti in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine ma piuttosto tra militanti curdi e gruppi islamici radicali.

Questi ultimi sono accusati di gestire, in Turchia, il reclutamento e lo smistamento degli jihadisti che combattono con l’autoproclamato Stato Islamico, gruppo estremista che è entrato nella cittadina di Kobane due giorni fa.

I rappresentanti della comunità curda, in Turchia e in Europa, accusano Ankara di osservare a braccia incrociate il degradarsi della situazione e di avere, per lungo tempo, lasciato passare i militanti islamici attraverso la frontiera con la Siria, bloccando invece l’accesso ai curdi pronti a combattere gli jihadisti in territorio siriano.