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Ebola, Sierra Leone. Sciopero becchini per rischio contagio


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Ebola, Sierra Leone. Sciopero becchini per rischio contagio

In Sierra Leone, dove anche l’epidemia di Ebola può trasformarsi in una seppur misera occasione di guadagno, le squadre di lavoratori che scavano le fosse per seppellire le vittime del virus sono in sciopero in due distretti, compresa la capitale Freetown. Chiedono il pagamento di un indennizzo per l’elevato rischio di contagio.

“È un lavoro che non ha futuro, quando l’epidemia sarà finita non ci sarà nulla quindi almeno che ci paghino, abbiamo bisogno di essere pagati” dice uno di loro.

Il protocollo di misure di prevenzione che pure è previsto per chi deve gestire i cadaveri nei quali il virus resta attivo, spesso non è sufficiente a protegere dal contagio. William Sao Lamin, uno dei responsabili del programma per l’emergenza sanitaria in Sierra Leone:

“Da maggio fino ad oggi” spiega “abbiamo avuto oltre 60 vittime tra i lavoratori che scavano le fosse in Sierra Leone. È una situazione molto grave e bisogna fare molto di più per ridurre il numero dei morti. Ma vi dico, sinceramente, il numero dei casi continua ad aumentare”.

Lo sciopero in corso rischia ora di aggravare la situazione in Sierra Leone dove il contagio della febbre emorragica sta assumendo proporzioni critiche, con oltre 120 decessi in appena 24 ora, due giorni fa, e un totale di quasi 700 morti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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