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Richard (Orange): La nostra strategia è la leadership

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Richard (Orange): La nostra strategia è la leadership

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Una giornata dedicata all’innovazione è stata organizzata, a Parigi, da Orange. Con i suoi 41 miliardi di euro di giro d’affari e 164 mila dipendenti, Orange è il primo operatore di telecomunicazioni in Francia ed è presente in diversi continenti. Con l’amministratore delegato Stéphane Richard, euronews fa il punto non solo sul fattore innovazione, ma anche sull’evoluzione dei mercati e su future acquisizioni.

Giovanni Magi, euronews:
“Orange ha presentato nuovi dispositivi, applicazioni, software. L’innovazione è fattore di sviluppo per le imprese del settore?”

Stéphane Richard, CEO Orange:
“Sì, l’innovazione è cruciale per la crescita e la diversificazione del mercato. Perché il mercato delle telecom è al centro della rivoluzione digitale e dobbiamo fornire un grande contributo, per esempio nell’Internet degli oggetti, nei servizi cloud, nella banca mobile. Ma allo stesso tempo operiamo in un’industria dove la tendenza è a mettere i prezzi come unico criterio di scelta per i consumatori. E noi vogliamo davvero fornire nuovi servizi e innovazione ai nostri clienti per renderli ancora più contenti”.

euronews:
“E’ quindi anche fattore di concorrenza tra gli operatori…”

Richard:
“Assolutamente sì, credo che sia un fattore di successo nella concorrenza. I punti di forza sono essenzialmente due: la qualità delle reti, che è sempre un elemento fondamentale ed è per questo che investiamo molto nelle nostre reti, fisse e cellulari, come la 4G; l’altro elemento è l’innovazione nei servizi, nell’interfaccia utente, nelle relazioni con i clienti per essere percepiti come un operatore diverso, che è competitivo in termini di prezzo ma che fornisce molto di più”.

euronews:
“Il mercato francese delle telecom è in subbuglio, come d’altronde altri mercati in Europa e nel mondo. Lei ha detto recentemente che 4 operatori sono troppi e il mercato necessita di un consolidamento. Forse questo significa che sarebbe meglio avere meno concorrenza?”

Richard:
“Non è questione di meno concorrenza o più concorrenza. Il punto è che operiamo in un’industria dove sono necessari grossi investimenti, perché dobbiamo rendere il Paese connesso: con la fibra con la 4G, quindi molti investimenti. E dobbiamo continuamente trovare un equilibrio tra concorrenza, basata sui prezzi e investimenti. Io continuo a pensare che le dimensioni del mercato francese non sono sufficienti per accogliere quattro operatori a pieno servizio. In ogni modo, la Germania ha deciso recentemente di ridurre il numero degli operatori da 4 a 3. Il mercato statunitense, che da solo ha le dimensioni dell’Unione europea, ha 4 operatori. E ce ne sono soltanto 3 in Cina. Allora, qualcuno mi spieghi perché 3 operatori in Cina sono abbastanza e che cosa dovremmo fare in Francia. Tutto questo non ha senso. Io credo che in Francia, come in altri Paesi europei, le autorità del mercato sono andate troppo in là nell’accrescere il numero degli operatori e ora siamo nel pieno di un ciclo economico di consolidamento”.

euronews:
“In ogni modo, il consolidamento sta avvenendo nelle reti. SFR e Bouygues Télécom hanno deciso di condividere le loro reti. Perché Orange si sta opponendo a questo accordo?”

Richard:
“Orange non si sta opponendo al principio della condivisione delle reti. E’ noto che operiamo in più di 30 Paesi e un terzo delle nostre antenne fa parte di accordi di condivisione di rete. Quindi noi pratichiamo questa condivisione in Spagna, in Romania, in diversi Paesi africani. Il punto è che in Francia siamo di fronte a un accordo che noi non contestiamo in principio ma vogliamo essere vigilanti circa la condizioni in cui questo accordo viene realizzato, soprattutto sull’accesso alla 4G, che è un tema delicato. Ma non abbiamo nulla contro la condivisione delle reti. Certo, Orange non è nella migliore posizione per stipulare accordi di condivisione perché siamo i leader e abbiamo di gran lunga la rete migliore. Quindi, non siamo molto propensi a condividerla. Detto questo, simili accordi non sono facili da mettere in opera – e credo che SFR e Bouygues se ne stanno rendendo conto – e inoltre possono sollevare problemi di regolamentazione del mercato. Dunque, è assolutamente normale che noi difendiamo i nostri interessi e prestiamo molta attenzione al quadro regolamentare della condivisione delle reti”.

euronews:
“Avete lanciato un’Opa amichevole sull’operatore telefonico spagnolo JazzTel. Questo significa che Orange ha una strategia di leadership in Europa?”

Richard:
“Sì. Chiaramente, vogliamo essere il numero uno o numero due nei mercati dove operiamo. Oggi in Europa devi essere convergente se vuoi diventare leader e abbiamo pensato che in Spagna sarebbe molto eccitante e molto strategico, per noi, allearci con JazzTel che è un operatore di grande successo. Stiamo per unire le due success-stories del mercato spagnolo: Orange nel servizio mobile e JazzTel in quello fisso. Quindi stiamo per creare una fantastica azienda fatta di queste due competenze e avremo chiaramente una posizione molto attraente nel mercato spagnolo con anche la capacità di investire in modo massiccio nella fibra. Il nostro obiettivo è di avere 10 milioni di abitazioni connesse nel 2017. Cioè, domani”.