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Negozianti di Hong Kong in rosso a causa alle proteste

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Negozianti di Hong Kong in rosso a causa alle proteste

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La cosiddetta “Golden Week”, che ogni anno regala lauti incassi alla città di Hong Kong, si è trasformata in un’enorme perdita di guadagno per il settore commerciale e turistico della città.

I manifestanti pro-democrazia hanno fatto dei luoghi dello shopping il teatro delle loro contestazioni, affossando le vendite del 15% durante i primi cinque giorni di protesta.

Un nuovo sondaggio rivela che i mancati incassi ammonterebbero attualmente al 50% di quelli del 2013 nello stesso periodo. Fra i più colpiti le catene del lusso, che hanno visto un crollo nelle vendite di gioielli e orologi.

Male anche le piccole e medie imprese, che hanno registrato crolli nelle entrate fino all’80%, specie se posizionati vicino a Causeway Bay o Mong Kok.

Anche il turismo non se la passa meglio. L’afflusso di visitatori è calato del 16% rispetto all’anno scorso: gran parte dei cinesi che normalmente sbarcano nell’ex colonia britannica avrebbero infatti preferito altre destinazioni, come il Giappone e la Corea del Sud.

Questo è solo un bilancio provvisorio. Se le proteste continuassero per un mese, dicono gli esperti, i danni stimati all’economia di Hong Kong potrebbero ammontare a più di 250 milioni di euro.