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Emirati Arabi Uniti: una IPO per lanciare il più grande centro commerciale del mondo

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Emirati Arabi Uniti: una IPO per lanciare il più grande centro commerciale del mondo

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Questa settimana ci occuperemo della più grande quotazione negli Emirati Arabi Uniti dall’inizio della crisi economica.

Le azioni del Gruppo Emaar nel primo giorno di scambi sono balzate del 12%. Questo grazie alla grande richiesta da parte degli investitori arabi e occidentali.

Lo sbarco sui listini è un passo importante per Emaar per raccogliere i finanziamenti necessari per la costruzione del centro commerciale più grande del mondo.

Un progetto immenso, realizzato con il sostegno dello Stato, che dimostra gli sforzi per uscire dalla dalla crisi, ma solleva anche un quesito: i problemi del 2009 potrebbero ripresentarsi?

Il più grande costruttore degli Emirati Arabi, Emaar Properties, ha quotato in borsa le azioni della sua divisione ‘Emmar Malls’, mettendo a segno già nella prima giornata un rialzo del 12%.

Questo è il primo passo verso il finanziamento del centro commerciale “Mall of the World”, che coprirà una superficie di oltre 4 milioni e 400 mila metri quadrati. Il costo stimato è di 5,4 miliardi di euro.

I lavori del centro commerciale sono iniziati nel mese di luglio. Si tratta di uno dei più grandi progetti immobiliari del mondo.

Sarà una città nella città di Dubai e sarà ancora più grande del centro commerciale Emaar Dubai Mall, il più visitato del pianeta.

Quella realizzata è stata la quotazione più importante del settore dall’inizio della crisi finanziaria che ha colpito la regione nel 2009. Ha raccolto in un giorno circa 1,25 miliardi di euro.

Secondo gli analisti l’offerta ridà impulso alla concorrenza nel mercato immobiliare in un momento di estremo bisogno.

“Abbiamo passato un periodo in cui il mercato cresceva in modo rapido ma incontrollato – ha detto Craig Plumb, ricercatore di Jones Lang LaSalle – Ora stiamo entrando in un periodo in cui inizia a stabilizzarsi. È un buona cosa per il settore nel suo complesso. C‘è fiducia da parte degli investitori e sicuramente maggiore fiducia anche da parte degli imprenditori”.

Si pensa che il progetto possa contribuire a far aumentare la domanda degli investitori europei, statunitensi e asiatici.

Per approfondire la questione abbiamo consultato Eldeen Nour Al-Hammoury, capo delle strategie presso ADS Securities Abu Dhabi.

Daleen Hassan, euronews: Abbiamo visto un clima positivo intorno alla quotazione di Emaar Malls. Che cosa significa questo per l’economia degli Emirati Arabi Uniti?

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Come avete sottolineato, significa che la fiducia è tornata, non solo negli Emirati Arabi, ma nell’intera regione. L’economia si sta espandendo a ritmi moderati ma incoraggianti. Anche le aziende sono in crescita in vista dell’Expo del 2020. Fino a quando resterà la fiducia potranno emergere nuove opportunità e il successo dello sbarco sui listini di Emaar Malls rappresentano l’atmosfera generale”.

Daleen Hassan, euronews: Alcuni analisti hanno avvertito Dubai del rischio di ripetere lo stesso errore che era alla base della crisi del 2009, cioè quello di investire troppo nel settore immobiliare. C‘è questo pericolo?

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Al momento il paese non corre questo rischio. Dubai si sta espandendo moderatamente, facendo grande attenzione. Hanno imparato dagli errori del passato. Il rischio arriva dall’esterno: il rallentamento dell’economia in Europa e in Asia, oltre all’incertezza di quella statunitense, dovrebbero far tenere gli occhi aperti sui rischi”.

Daleen Hassan, euronews: Le continue tensioni politiche in Medio Oriente, quanto influiscono sulla stabilità dei mercati azionari del Golfo rispetto ad altri mercati in Europa e negli Stati Uniti?

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Partiamo da Dubai: in estate le tensioni geopolitiche e la situazione di un’impresa particolare – Arabtec – hanno provocato una raffica di vendite. Però il mercato ha già recuperato più del 90% delle perdite. Se si guarda a Europa, Asia e Stati Uniti, questi mercati hanno sofferto ultimamente nell’attesa di un segnale di rilancio per l’economia. Ma le prospettive, purtroppo, non sono così brillanti: la decisione della BCE della scorsa settimana dimostra che la situazione in Europa è peggiore di quella che la stessa banca centrale immaginasse. E preoccupa, anche, il rallentamento dell’Asia. La nostra regione resta quindi potenzialmente ricca di nuove opportunità.