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Messico: membri cartello rivendicano omicidio di 17 studenti

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Messico: membri cartello rivendicano omicidio di 17 studenti

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Il ritrovamento delle fosse comuni e l’ammissione dei membri di un cartello di aver ucciso 17 ragazzi lasciano pochi dubbi sulla scomparsa di 43 studenti a Iguala in Messico.

Sono già stati recuperati 28 corpi carbonizzati. La polizia federale ha arrestato 22 persone e ha emesso un mandato di cattura anche nei confronti del sindaco di Iguala.

Il capo della procura dello Stato di Guerrero accusa alcuni agenti di essere membri della banda dei “Guerreros Unidos”, sospettata di essere all’orgine del massacro della settimana scorsa.

“Sarebbe irresponsabile da parte mia, in quanto procuratore dello Stato, dire che il ritrovamento è collegato alla scomparsa degli studenti – spiega Inaki Blanco – Al momento abbiamo solo individuato una fossa comune e sappiamo che si tratta di resti umani. Ribadisco: dobbiamo aspettare l’esito dei riscontri scientifici”.

Il gruppo aveva raggiunto Iguala per commemorare il massacro del 1968, quando oltre 300 studenti vennero uccisi dall’esercito. I ragazzi si sarebbero impossessati di tre autobus e la polizia avrebbe aperto il fuoco contro di loro. Altri sarebbero stati trascinati sulla collina e uccisi.