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Timori per la sorte di un altro ostaggio nelle mani del fondamentalisti

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Timori per la sorte di un altro ostaggio nelle mani del fondamentalisti

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La decapitazione del volontario britannico Alan Henning continua a suscitare reazioni, mentre cresce l’apprensione per un altro ostaggio statunitense nelle mani dei fondamentalisti islamici.

L’uccisione del taxista di 47 anni ha sconvolto la sua città – Salford, nel nord dell’Inghilterra – così come l’intera comunità internazionale.

L’uomo era stato rapito in Siria a dicembre mentre lavorava come volontario. A nulla sono valsi gli appelli per la sua liberazione.

“Era una persona fantastica – dice il cognato Colin Livesey -, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutare gli altri. Aveva un cuore d’oro”.

I fondamentalisti dell’autoproclamato stato islamico hanno mostrato un altro ostaggio, un cittadino americano convertitosi all’Islam, che affermano sarà la loro prossima vittima.

Ora sono i suoi genitori a lanciare un appello: “Nostro figlio è Abdul-Rahman, prima era conosciuto come Peter – spiega il padre, Ed Kassig -. È sparito il primo ottobre vicino a Raqqa, in Siria”.

“Stiamo male – dice la madre, Paula Kassig -, vogliamo che tu sia libero per poterti riabbracciare e poi lasciarti libero di vivere la vita che vuoi, una vita al servizio dei bisognosi. Supplichiamo chi ti sta tenendo in ostaggio di mostrare pietà e usare il proprio potere per lasciarti andare via”.