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Quando il gioco si fa "serio"


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Quando il gioco si fa "serio"

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I “serious games”, concepiti espressamente per scopi educativi e formativi, si fanno strada nelle classi in giro per il mondo.

Francia: a Grenoble una scuola pioniera in “serious games”

La scuola di management di Grenoble in Francia è stata pioniera nei serious games. In due anni e mezzo è diventata un punto di riferimento a livello internazionale. Anche gli statunitensi del MIT (Massachusetts Institute of Technology) vengono qui per capire come questo strumento innovativo viene applicato in pratica.

Anche oltre duecento imprenditori hanno fatto tappa qui. Nella scuola vengono creati veri e propri prodotti. Alle aziende non vengono venduti i giochi, ma soltanto la formazione. Anche il costo è serio: per la realizzazione di un gioco di società servono 30mila euro cui vanno aggiunti 150mila-200mila euro per lo sviluppo e il perfezionamento del gioco virtuale da applicare in campo educativo o lavorativo.

Thailandia: giocare a governare per capire la democrazia

Alla scuola Pittayakom di Nonthaburi, vicino Bangkok, un gioco chiamato “Sim Democracy” ha l’obiettivo di insegnare ai ragazzi come funziona un governo in una società democratica, come conservare una mentalità democratica e quali sono i vantaggi della democrazia.

Questo serious game è stato concepito dalla fondazione Friedrich Naumann, assieme alla commissione elettorale thailandese, con lo scopo di introdurlo in oltre 200 scuole superiori e università del Paese. Nel gioco, la tavola che rappresenta il Paese è divisa in quattro settori, salute pubblica, istruzione, ambiente e sicurezza. Per cominciare il gioco, ognuno dei quattro team conduce una breve campagna elettorale, chi vince le elezioni riceve una somma virtuale da investire nello sviluppo del Paese.

Zambia: il “graphogame” per migliorare l’alfabetismo

In molte scuole dello Zambia, spesso sovraffollate, per l’insegnante è difficile occuparsi di ogni singolo studente. Il tasso di analfabetismo è elevato e i bambini con difficoltà di apprendimento vanno avanti a fatica.

Alle elementari Vera Chiluba nella capitale Lusaka, gli allievi apprendono lettere, sillabe e parole con un insegnante digitale. Seguono le istruzioni attraverso le cuffie e grazie alle risposte corrette accumulano punti nel corso dell’anno scolastico. In Zambia, gli studenti imparano a leggere e scrivere in inglese. L’inglese ha oltre 1000 combinazioni alfabetiche per esprimere i propri suoni, mentre il linguaggio parlato a Lusaka, il chinyanja, non ne ha più di 50. E’ questo il linguaggio usato nel “graphogame”, in modo da rendere molto più semplice identificare le combinazioni tra lettere e suoni corrispondenti.

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