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Brasile indeciso alla vigilia del voto presidenziale

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Brasile indeciso alla vigilia del voto presidenziale

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Quale dei tre principali candidati alla presidenza del Brasile conquisterà più voti tra la classe media? Questo segmento dell’elettorato, composto da circa 100 milioni di persone, rappresenta la metà della popolazione brasiliana. Molti suoi esponenti hanno beneficiato del boom economico dell’era Lula. Ma oggi hanno perso quelli che erano i tradizionali punti di riferimento elettorali, come testimoniano i commenti raccolti nelle vie di San Paolo:

“C‘è indecisione. I candidati più forti sono tre, ma non c‘è molta differenza tra l’uno e l’altro”.

“Il futuro del Brasile continuerà a essere il Partito dei Lavoratori”.

“Sarei molto contento se Dilma Rousseff e il suo partito perdessero le elezioni”.

“Il Brasile ha bisogno di cambiare, non soltanto a parole ma con i fatti”.

“Non voterò per Dilma ma non mi piacciono nemmeno gli altri candidati”.

Dopo quattro anni di crescita debole, l’economia è piombata in recessione nel primo semestre del 2014.

Una congiuntura che ha iniziato a pesare sui brasiliani, in particolare sulla classe media. Sean Maluf fa parte di quel 5% di disoccupati senza risorse, costretti a subire un’inflazione al 6,5%: “Nella mia cerchia di amici, ce ne sono diversi che vivono la mia stessa situazione – spiega – Sono disoccupati perché hanno perso il loro impiego. A me non hanno rinnovato il contratto, mentre loro sono stati licenziati per via dei tagli. Qui in Brasile, è una politica comune a diverse multinazionali. E anche le piccole imprese, che non ricevono sostegno dal governo, devono ridurre il personale”.

L’inflazione e la recessione erodono il potere d’acquisto delle famiglie, mentre il rialzo dei tassi di interesse finisce per penalizzare soprattutto chi ha contratto mutui. Secondo diversi economisti, è come se il motore della crescita brasiliana si fosse inceppato.

“Uno dei fattori che avevano reso dinamica l’economia brasiliana era stato l’aumento dei consumi delle famiglie – afferma l’economista André Perfeito – Ma poi non erano seguiti gli investimenti, che dipendono dall’affidabilità di un Paese. Ora siamo in una fase di transizione, in cui diversi problemi si stanno presentando contemporaneamente. Sono elezioni difficili”.

La corrispondente di euronews, Rita Ferreira: “A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, i brasiliani sono ancora divisi sul nome del futuro presidente. Gli ultimi sondaggi indicano che la probabilità di una vittoria di Dilma Rousseff al primo turno è molto bassa e che la sfida al ballottaggio sarà serrata”.