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Attenzione: non confondiamo l'Islam con l'Islam radicale

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Attenzione: non confondiamo l'Islam con l'Islam radicale

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Domanda inviata al nostro sito: “Le violenze da parte dell’autoproclamato Stato Islamico danno un’immagine molto negativa dell’Islam, specie nei paesi europei con una forte componente musulmana, come la Francia. Come evitare di fare confusione Islam e Islam radicale?”

Risponde Jocelyne Cesari, dell´Università di Harvard e professoressa alla Georgetown University. Esperta di Islam, è autrice del libro “The Awakening of Muslim Democracy: Religion, Modernity and the State”. “Da tempo ormai si fa confusione. In Europa tutto ha preso il via prima degli attacchi del 11 settembre del 2001. In Francia invece tutto è iniziato con l’entrata in scena in Algeria del GIA, il Gruppo islamista armato; nel Paese c’era già parecchia confusione nella componente musulmana e la realtà dell’Islam radicale aveva ormai preso piede in alcuni paesi musulmani. Questa associazione si è rafforzata dopo l’11 settembre, e adesso l’ISIL non fa che aggravare la situazione, incrementando la paura e la diffidenza tra gli occidentali, e infuocando il dibatitto sulla religione musulmana, il velo, sulla macellazione islamica o la circoncisione. E’ chiaro ormai che quando si parla di Islam non si parla più solo di una religione; il termine è associato in un modo o nell’altro agli estremismi e ai gruppi radicali infiltrati nel mondo arabo-musulmano. La soluzione non è la scomparsa dell’Islam, si deve guardare a un Islam diverso, a un Islam che sia in grado di contrastare questa versione intollerante e radicale del salafismo.”

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