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Vendute per 12 dollari. Ashma racconta il calvario delle donne yazide in mano all'Isil

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Vendute per 12 dollari. Ashma racconta il calvario delle donne yazide in mano all'Isil

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Amsha è una delle centinaia di donne yazide a essere stata rapita ad agosto dai miliziani dell’Isil durante l’offensiva contro i villaggi yazidi nel distretto di Shingal. Dopo essere stata condotta a Mosul, roccaforte dell’Isil in Iraq è riuscita a fuggire ai suoi aguzzini grazie all’aiuto di un anziano sunnita. Racconta l’orrore dei giorni di prigionia :

“Ogni donna yazida è destinata a dieci miliziani dell’Isil. Ci hanno vendute per 10-12 dollari. Chi potrebbe accettare una cosa del genere? Può una cosa del genere essere fatta nel nome di Dio? Violentare una donna è un atto ignobile, ma essere violentata da dieci uomini…cos‘è? Sono animali, non esseri umani. Ora ho paura di tutto”.

Ad agosto alcune delle donne rapite dai miliziani sono riuscite a telefonare ai loro cari ammettendo di essere pronte a morire pur di uscire dall’incubo della prigionia.

“Tre giorni fa sono riuscita a parlare con mia madre” racconta un’altra giovane yazida sfuggita ai miliziani “Ha nascosto il cellulare sottoterra per paura che glielo tolgano. I miliziani dell’Isil la fucileranno se glielo trovano in mano. Credo abbiano trovato quello di mia sorella. Sono dodici giorni che non riesco a parlare con lei”.

Duemila gli yazidi a mancare all’appello. La maggioranza dei quali donne, rapite e poi vendute come schiave sulla piazza di Mosul. Considerate infedeli per via del loro credo religioso. Le Nazioni Unite avrebbero ingaggiato alcuni intermediari musulmani che fingendosi, starebbero liberando alcune delle ragazze rapite, tra le quali dovrebbero esserci anche donne di fede cristiana.

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