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Hong Kong: quinto giorno di proteste, mentre scade l'ultimatum al governo

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Hong Kong: quinto giorno di proteste, mentre scade l'ultimatum al governo

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Si rischia lo scontro a Hong Kong, dove i manifestanti restano in piazza chiedendo le dimissioni del capo dell’esecutivo entro mezzanotte ora locale. Le autorità della regione speciale cinese hanno infatti intimato alla folla di disperdersi, mentre la polizia è comparsa con casse di proiettili di gomma.

Mentre “Occupy Central” chiede che Pechino non controlli le candidature alle prime elezioni a suffragio universale del capo dell’esecutivo nel 2017, c‘è chi ha organizzato una contro-manifestazione.

“La maggioranza silenziosa non è morta. Vogliamo esprimere sostegno alla polizia perché l’abbiamo vista soffrire molto nelle ultime settimane e lo vediamo ancora. Non vogliamo che la nostra economia venga danneggiata da queste persone, esse non ci rappresentano affatto”.

Di fronte all’inflessibilità del governo di Hong Kong, che ha ottenuto l’appoggio ufficiale del partito comunista cinese attraverso il giornale di partito, i manifestanti sono divisi sul ricorso alla forza. “Quando disturbi la vita altrui manifestando è chiaro che ti devi aspettare voci contrarie. Per questo capisco che possano non sostenere la nostra campagna”.

La cosiddetta “Rivoluzione degli ombrelli” potrebbe culminare nell’invasione degli uffici delle autorità, come minacciato in caso di mancate dimissioni del governatore. Ma il presidente del parlamento di Hong Kong lo ha escluso: “non è possibile – ha detto Tsang Yok-Sing – che Cy Leung lasci l’incarico”.