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La Banca Mondiale considera una vergogna i rifiuti alimentari che vengono prodotti dalla società dei consumi. Nella sola Gran Bretagna si parla di 15 milioni di tonnellate l’anno di avanzi.

La studentessa britannica Solveiga Pakstaite sostiene che la soluzione sta tutta in una nuova etichetta.

SOLVEIGA PAKSTAITE, STUDENTESSA VINCITRICE DEL PREMIO JAMES DYSON:
“Si tratta di una etichetta ‘bioreattiva’ che aggiorna il suo status in base alla situazione del cibo nella confezione. Ho messo uno strato di gelatina su una superficie irregolare. Ho scelto la gelatina, perché è una sostanza naturale e perché si degrada allo stesso ritmo degli alimenti. Quando è fresca è allo stadio solido ED è liscia, ma quando scade diventa liquida e consente di sentire al di sotto le rugosità passandoci le dita, cosi’ indica che il cibo non è piu’ commestibile.”

La gelatina puo’ essere tarata sulla base della degradazione dello specifico prodotto a cui viene applicata. Ma le sue potenzialità sono anche altre.

SOLVEIGA PAKSTAITE:
“Puo’ essere applicata a qualsiasi cosa deperibile, quindi non solo cibo. Puo’ essere applicata al trasporto di organi per assicurarsi che restino alla giusta temperatura e che tutti i requisiti di sicurezza siano rispettati. Può essere applicata a prodotti farmaceutici che scadono in fretta. Puo’ veramente essere applicata a qualsiasi cosa che abbia una data di scadenza a breve termine”.

Non mancano discussioni sul prodotto, la gelatina è un prodotto animale cosa che puo’ irritare i vegetariani. Sebbene questo sistema non sia ancora sugli scaffali dei supermercati le vecchie etichette di scadenza sembrano già fuori corso.