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Hong Kong: festa nazionale e proteste pericolosamente vicini

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Hong Kong: festa nazionale e proteste pericolosamente vicini

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Giornata di festa nazionale per alcuni, giorno di protesta radicale per altri. A Hong Kong le autorità locali celebrano, come nel resto della Cina, il 65° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare.

Ma il movimento di disobbedienza civile che da giorni chiede le dimissioni del “chief executive” Chun-ying Leung – governatore della regione amministrativa – non intende sospendere le proteste nè, ovviamente, unirsi alle celebrazioni del potere centrale di Pechino contro cui i giovani dell’ex-colonia britannica si battono.

“Per un Paese giusto i cui cittadini siano convinti, è normale celebrare la Nazione” dice uno di loro. “Ma non è il nostro caso. Anche se è la festa nazionale, in tanti si levano per dire al governo che non siamo affatto contenti”.

“Vorrei dire alla gente in Cina che in ogni caso le persone qui ad Hong Kong vogliono mantenere uno Stato, due sistemi. E che vogliamo libertà e democrazia” afferma un’altra manifestante.

Le autorità di Hong Kong, che in agosto hanno deciso di limitare il numero di candidati per le elezioni del 2017 scatenando le proteste, hanno ritirato la polizia dalle piazze dopo gli scontri del fine settimana. Ora tuttavia il timore è che le celebrazioni nazionali siano la scusa per sgromberare le strade con la forza.