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La Parigi eccentrica di Gaultier e Westwood

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La Parigi eccentrica di Gaultier e Westwood

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Ecco l’ultima sfilata del pret-a-porter targato Jean Paul Gaultier. In realtà lo stilista non lascia la moda, continuerà con la
haute couture. Il grande finale ha preteso l’affitto del Grand Rex, noto teatro cinema art deco’ parigino.

La sfilata non è retrospettiva sebbene ci sia un riassunto dei temi che hanno percorso la creatività di Gaultier. La passerella è stata
organizzata come fosse un concorso di bellezza, diviso in sezioni. C‘è il concorso per
la più bella marinaia, c‘è quello
per miss Ciclista, per Miss Meteo. C‘è perfino il concorso per la più bella accompagnatrice di calciatore, insomma per la strafiga di turno che sia moglie o amante dei bomber. Ma non c‘è alcuna critica sociale o culturale.

Naturalmente lo stilista ha convocato tutti i suoi amici, anche le modelle più anziane (c‘è per loro uno speciale concorso di miss Senior) e ha preso in giro affettuosamente le più note giornaliste di moda.

A Parigi la vecchia regina del punk non molla.
Ecologista ossessiva, garbatamente eccentrica Vivienne Westwood lancia una collezione dedicata al paradiso perduto, per colpa degli esseri umani che hanno guastato la natura.

Foglie di fico stampate un po’ dappertutto, prevalentemente nei punti giusti e poi un’altra stampa che in realtà è una propaganda contro le trivellazioni petrolifere. C‘è anche una stampa che riproduce gli ambienti della Wallace Collection, una delle più belle collezioni d’arte londinesi. Va in scena un Settecento asimmetrico, disordinato, eppure
sartoriale con code, sbuffi e fianchi a panier.