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Hong Kong: Pechino "proteste illegali, Londra non si immischi"

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Hong Kong: Pechino "proteste illegali, Londra non si immischi"

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Pechino definisce illegali le manifestazioni di protesta a Hong Kong. La Cina offre pieno sostegno al governo dell’ex protettorato britannico per soffocare la cosiddetta “rivoluzione degli ombrelli”, contro il controllo delle candidature da parte cinese.

Il governatore in carica respinge la richiesta di dimissioni e avvisa i manifestanti: “Gli organizzatori di Occupy Central hanno più volte ripetuto che se avessero perso il controllo della protesta, questa sarebbe stata interrotta – ha detto il capo del governo di Hong Kong, Leung Chun-ying – Quindi, invito gli organizzatori a mantenere la promessa e a porre immediatamente fine alla protesta”.

Anche la piazza fissa il suo ultimatum: se non saranno accolte le richieste, partiranno altre azioni di disobbedienza civile.

Dal 1997, anno del passaggio sotto la sovranità cinese, i candidati governatori sono scelti da un comitato. Londra chiede a Pechino di rispettare i patti.

“Ovviamente sento il dovere di esprimere, così come ho già fatto, la nostra preoccupazione per quello che sta accadendo a Hong Kong – ha detto il premier britannico, David Cameron – Perché la Cina ci garantì un futuro democratico per gli abitanti di Hong Kong sulla base di un doppio sistema di governo elaborato proprio insieme al governo cinese”.

La risposta di Pechino non lascia spazio al compromesso: “gli affari di Hong Kong sono affari interni della Cina”.

Governo e manifestanti sanno che il braccio di ferro durerà fino alle elezioni del 2017.