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Accordi Apple-Irlanda e Fiat-Lussemburgo nel mirino dell'antitrust Ue

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Accordi Apple-Irlanda e Fiat-Lussemburgo nel mirino dell'antitrust Ue

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Aiuti di Stato. Contrari alla concorrenza. Incompatibili con il mercato interno. In una parola: illegali. Non usa mezzi termini il commissario Joaquin Almunia nel descrivere gli accordi fiscali stretti tra alcuni Paesi dell’Unione europea e le multinazionali.

Nel caso della Apple, martedì è stata pubblicata una lettera datata 11 giugno 2014 in cui l’antitrust punta il dito contro il regime fiscale favorevole accordatole dall’Irlanda nel ’91 e nel 2007. Un vantaggio competitivo ‘senza basi scientifiche’, dice la lettera, dato che grazie ad esso l’azienda americana avrebbe risparmiato miliardi di euro di imposte.

Ma a finire nel mirino di Bruxelles sono anche le autorità del Lussemburgo e l’intesa raggiunta nel 2012 con Fiat Finance and Trade, il ramo finanziario dell’azienda automobilistica. Intesa che, anche in questo caso, avrebbe avuto come effetto quello di ridurre l’imponibile di Fiat attraverso la fissazione dei prezzi di trasferimento, cioè il costo delle transazioni tra una filiale e l’altra.

L’accusa di scarsa trasparenza nei confronti del Granducato è quantomai imbarazzante, considerato che, ai tempi, il premier si chiamava Jean-Claude Juncker.