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60 anni del CERN. Il laboratorio di fisica delle particelle guarda al futuro

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60 anni del CERN. Il laboratorio di fisica delle particelle guarda al futuro

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Il CERN spegne 60 candeline. Per l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, sono stati sei decenni ricchi di scoperte: dalle tecniche di diagnostica per immagini e di terapia oncologica, fino al World Wide Web, il cosiddetto www.

A Ginevra, davanti alle delegazioni di 35 Paesi, l’Orchestra giovanile dell’Unione europea, diretta dal Maestro Vladimir Ashkenazy, ha suonato le note composte dal fisico Domenico Vicinanza, che ha trasformato i segnali dell’acceleratore di particelle in note.

Nato nel 1954 il Cern ha dato il via a una collaborazione scientifica senza confini, un’idea rivoluzionaria che tutt’ora resta un modello per il Vecchio Continente, come spiega il direttore generale de CERN, il professor Rolf Heuer: “È impressionante vedere come scienziati e ingegneri provenienti da Paesi che normalmente non sono a proprio agio gli uni con gli altri, possano lavorare assieme e festeggiare insieme. Penso che questo debba essere un modello per tutti”.

Nel 2015 riprenderà a funzionare il più grande acceleratore di particelle al mondo, quello grazie al quale si è scoperto il Bosone di Higgs. L’universo resta da esplorare.

“Con il famoso Bosone di Higgs – aggiunge il professor Heuer – abbiamo concluso soltanto il nostro modello standard, che descrive appena il 5% dell’universo. Ma il 95% dell’universo è oscuro: materia oscura, energia oscura. Per me è giunto il momento di entrare nell’universo oscuro. Questo sarà uno degli obiettivi principali del prossimo futuro”.

Claudio Rosmino, euronews: “In questi 60 anni il CERN non ha soltanto rivoluzionato le conoscenze scientifiche, ma ha creato un modello vincente di coabitazione tra le diverse culture e condivisione degli obiettivi”.