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MODA, A PARIGI

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MODA, A PARIGI

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Anche il buddismo puo’ ispirare la moda. Lo dimostra la collezione primavera estate 2015 firmata da Barbara Bui che è andata in scena a Parigi.

Ecco tutto uno scenario di modernità che allude ad un misticismo a buon mercato capace di deliziare il raffinato pubblico parigino. Siamo davanti ad un equilibrismo pungente fatto di stoffe pregiare e colori assoluti. Praticamente la reinvenzione del casual in chiave aristocratica.

La francese Bui aveva lanciato la sua prima collezione nel 1987.

Il creativo Peter Copping, sotto le insegne della Maison Nina Ricci, ha frugato con scarsa gioia nel repertorio degli esordi del marchio, vale a dire gli abiti che Madame Ricci confezionava dal 1946 per promuovere la moda francese nel mondo.

Siamo davanti ad una raffinatezza a volte barocca, a volte banale che esalta comunque il nitore delle linee in uno sforzo di modernità corroborata dalla tradizione. Il pubblico giudicherà le 56 uscite di questa sfilata.

Siamo ai 125 anni della casa Lanvin. Una pietra miliare di tutto rispetto anche se forse il peso degli anni contrasta con l’istantaneità della moda. Abiti da sera che alludono alle divinità di un olimpo pagano, sete preziose, decori inusuali che guardano alla post post modernità. Si’, Lanvin puo’ essere anche questo.

Per la sua linea donna lo stilista statunitense Rick Owens ha adottato una ispirazione che rimanda alle coreografie del russo Vaslav Nijinsky.Una sfilata ad alto tasso teatrale.