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Tremila jihadisti europei, allerta sui combattenti che rientrano

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Tremila jihadisti europei, allerta sui combattenti che rientrano

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Mentre la Francia rafforza il sistema di vigilanza contro possibili jihadisti, il coordinatore europeo anti-terrorismo Gilles de Kerkove, cerca di rassicurare sulla situazione della sicurezza in Europa. Lo abbiamo incontrato al Parlamento europeo a Bruxelles

Gilles de Kerchove, responsabile della lotta anti-terrorismo in Europa:
“Lo scambio di informazioni funziona bene, si cerca di migliorare i dispositivi.
Non tutto è perfetto, ma credo che abbiamo fatto molti progressi: si impedisce ai giovani di partire, si cerca di smantellare le reti, di arrestare i mediatori, il sistema sta diventando molto efficiente”“

Charles Salamé, euronews :“Come valuta l’attuale situazione della sicurezza in Europa?”

Gilles de Kerchove, responsabile della lotta anti-terrorismo in Europa:
“Un fenomeno in crescita sono le persone che vogliono battersi in guerre all’estero, i cosidetti “foreign fighters”, i combattenti stranieri che vanno in particolare in Siria e in Iraq, prima c’erano combattenti che andavano in Afghanistan, nello Yemen o in Somalia, ma non in queste dimensioni. Si parla ora di piu’ di 3000 europei”

“Che cosa fanno quando tornano? Alcune di queste persone, una piccola parte, torna con una migliore preparazione militare, piu’ radicalizzati, e con una rete internazionale di jihadisti, e poi l’abbiamo visto con l’attentato al museo ebraico di Bruxelles, in cui sono rimaste uccise 4 persone, questi integralisti sono diventati piu’ violenti, quindi bisogna valutare caso per caso, il grado di pericolosità di ogni persona che rientra”