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La Francia nel mirino dell'Isil teme 'lupi solitari', Hollande "nuovi raid"

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La Francia nel mirino dell'Isil teme 'lupi solitari', Hollande "nuovi raid"

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Parigi è in guerra contro gli jihadisti del sedicente Stato islamico. I Rafale francesi hanno affiancato i caccia statunitensi nei bombardamenti definiti mirati, come quello che venerdì scorso ha colpito la periferia di Mosul, roccaforte degli jihadisti in Iraq.

La Francia è stato il primo paese a concretizzare il sostegno all’aviazione di Washington dispiegata contro i miliziani islamici. Francois Hollande si è detto determinato a non cedere ad alcun ricatto: “Nei prossimi giorni sono previsti altri interventi, l’obiettivo è quello di indebolire questa organizzazione terroristica e offrire aiuto alle autorità irachene – ha detto il capo dell’Eliseo – E con questo intendo le truppe irachene e i peshmerga del Kurdistan iracheno”.

Gli jihadisti minacciano vendetta e hanno invitato i loro seguaci a uccidere i civili e attaccare gli infedeli in Occidente. Parigi ha aumentato il livello di vigilanza e ha dispiegato l’esercito a protezione degli obiettivi sensibili. L’Fbi ha diffuso un allarme per possibili attacchi contro gli interessi occidentali.

Ricevendo un gruppo di 150 cristiani iracheni che hanno trovato riparo in Francia, il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha sostenuto che non c‘è alternativa: l’Occidente deve difendersi e sconfiggere l’Isil: “Ci difendiamo anche così. Questo non è un atto di generosità, è un atto di difesa – ha spiegato il rappresentante della diplomazia francese – Come sapete ci sono alcuni francesi che si sono uniti alla jihad, per questo dobbiamo essere estremamente attivi e vigili per impedire loro di tornare e commettere crimini in Francia”.

La minaccia più grande è rappresentata dai cosiddeti “lupi solitari”, come Mehdi Nemmouche, il giovane accusato di aver ucciso 4 persone a colpi di arma da fuoco lo scorso maggio nel Museo Ebraico di Bruxelles. È anche accusato di essere stato il carceriere di alcuni ostaggi francesi in Siria.

A marzo del 2012, un giovane francese, Mohamed Merah, è stato ucciso dalla polizia al termine di uno scontro a fuoco. In precedenza aveva ucciso sette persone a Tolosa e Montauban, fra cui tre bambini di una scuola ebraica. Si pensa che anche lui sia stato in Siria.

Martedì il marito della sorella di Merah e altri due cittadini francesi, sospetti jihadisti, sono tornati in Francia dalla Turchia, atterrando all’aeroporto di Marsiglia. La polizia li aspettava in quello di Parigi. I tre si sono subito costituiti, ma il caso ha messo in imbarazzo il ministero dell’Interno.

Sarebbero 932 i francesi arruolati nei gruppi islamisti in Siria e Iraq.