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Turchia si prepara a "esodo" di 400mila rifugiati siriani

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Turchia si prepara a "esodo" di 400mila rifugiati siriani

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Più di 130mila curdi siriani hanno attraversato la frontiera e sono entrati in Turchia negli ultimi due giorni.

La resistenza curda contro i miliziani jihadisti in Siria si è ritirata da circa sessanta villaggi e l’avanzata degli islamisti ha provocato un’emergenza umanitaria senza precedenti. Amnesty International chiede ad Ankara di tenere aperti i confini per chi fugge dalla Siria e da quel che resta dell’Iraq, mentre l’agenzia Onu per i rifugiati si prepara a un esodo di 400mila persone:

“Negli ultimi tre anni e mezzo non abbiamo mai visto 100 mila persone in due giorni – spiega Carol Batchelor, responsabile Unhcr – In Turchia siamo vicini a raggiungere la cifra di 1 milione e 600mila rifugiati e ora affrontiamo l’improvviso afflusso di 100mila persone. Francamente non sappiamo cosa accadrà in futuro”.

In due giorni è entrato in Turchia lo stesso numero di rifugiati accolti dall’intera Europa dall’inizio del conflitto siriano. Le persone fuggite da Kobani, città di 400mila abitanti, raccontano gli orrori dei jihadisti. Gli imam hanno ordinato di uccidere tutti i curdi dai 7 ai 77 anni.

Ismail Ahmad ha perso sua figlia: “Sono venuti nelle nostre case e hanno portato via le nostre figlie trascinandole. Che genere di musulmani sono? Che Islam è questo? Stanno decapitando le persone. Non avevo altra scelta che venire qui a cercare riparo”.

I curdi sono in maggioranza di confessione sunnita, ma i miliziani Jihadisti li considerano apostati. Altri gruppi religiosi sono vittime di una sorta di pulizia etnica. Amnesty International chiede di convocare il Comitato esecutivo dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

“L’Isis è una tirannia – dice Haci Hasan Bektas, un dei tanti rifugiati – Abbiamo lasciato le nostre case e siamo scappati con le donne e i bambini. Abbiamo perso tutto: le nostre attività, il nostro lavoro. Tutto è stato portato via dalla crudeltà dell’Isis”.

L’Onu aveva chiesto 385 milioni di euro per affrontare l’emergenza, ma ha raccolto solo un quarto di quella somma. Gli Stati Uniti hanno stanziato una cifra simile per addestrare e armare i ribelli siriani.