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Quali prospettive per il prezzo dell'oro?

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Il prezzo dell’oro è crollato ai minimi degli ultimi nove mesi la settimana scorsa, complice il rafforzamento del dollaro, volato ai massimi da quattro anni a questa parte.

Molte le ragioni di questo crollo, ma la principale è da ricercarsi tra le pieghe del comunicato della Federal Reserve.

Dopo l’ultima riunione, la presidente della banca centrale statunitense, Janet Yellen, ha ribadito che i tassi di interesse rimarranno vicini allo zero per un periodo considerevole. Ma ha aggiunto di prevedere una risalita più rapida delle attese.

Un’affermazione che ha spinto il dollaro, rendendo l’oro meno attraente per gli investitori, dal momento che l’oncia è quotata in dollari.

In Medio Oriente, le negoziazioni dell’oro sono esplose dall’inizio dell’anno, nonostante la volatilità dei prezzi tra il primo e il terzo trimestre.

La regione del Golfo Persico è diventata uno dei mercati più importanti per comprare e vendere il metallo prezioso.

Una tendenza a cui ha contribuito sia la tradizione di acquistare grandi quantità di oro in occasione dei matrimoni, sia la propensione degli investitori mediorientali per asset “di peso”, come lingotti e immobili.

Daleen Hassan, euronews: “Per approfondire questo tema, è in collegamento da Abu Dhabi Nour Eldeen Al-Hammoury, analista finanziario presso ADS Securities.

Dal suo punto di vista, come spiega il crollo dei prezzi dell’oro e l’impatto che potrebbe avere in Medio Oriente?”

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Ci sono due ragioni principali per questo ribasso. La prima è dovuta alla de-escalation tra Russia e Ucraina e all’accordo di pace. La seconda ragione è il rafforzamento del dollaro, sulle aspettative che la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse l’anno prossimo. Ma ci sono dubbi sulle decisioni della Fed e sul fatto che riesca ad abbassare i tassi come promesso. Per quanto riguarda la regione, le analisi prevalenti indicano che la domanda di oro, in particolare nella regione del Golfo Persico, continuerà a crescere”.

euronews: “Con queste fluttuazioni nel mercato dell’oro, a livello globale, quali possono essere le ricadute delle decisioni della Federal Reserve e come reagiranno gli investitori?”

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Dall’inizio dell’anno, le quotazioni dell’oro hanno continuato a salire, tanto che a un certo punto, nei primi sei mesi, l’oro era l’asset che garantiva le prestazioni migliori. Le tensioni geopolitiche e la de-escalation in Ucraina hanno contribuito a creare un senso di sazietà. Al tempo stesso, la Fed indica che i tassi di interesse cresceranno verso l’1,35% entro la fine del 2015. Una prospettiva che la Fed subordina alla tenuta della congiuntura economica. Ma è questa congiuntura che non sembra ancora davvero solida. Gli ultimi dati su occupazione, attività edilizia e inflazione restano lontani dagli obiettivi della Fed. Quindi, se le prospettive cambiassero e la Fed posticipasse un rialzo dei tassi, l’oro potrebbe tornare a crescere. In ogni caso, escludo che possa scendere sotto quota mille dollari l’oncia nel medio termine. Gli investitori potranno tornare a comprare oro nel 2015, sia per tutelarsi contro l’inflazione che per garantirsi contro un rallentamento economico imprevisto”.