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Il respiro delle foreste

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Il respiro delle foreste

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Denis Loctier, euronews:
“Le foreste sono i polmoni verdi del nostro pianeta. Durante il giorno gli alberi assorbono l’anidride carbonica e producono l’ossigeno di cui abbiamo bisogno per respirare. Ma di notte tutto si inverte. Tutto questo che impatto ha sul clima globale?”

In questa foresta, ricercatori del Centro Comune di Ricerca della Commissione europea (JRC) hanno allestito una stazione di monitoraggio che misura gli scambi gassosi a livello del suolo e nell’aria, al di sopra degli alberi.

Carsten Gruening, ricercatore all’Unità Aria e Clima JRC:
“Abbiamo costruito una torre alta 36 metri, che supera di una decina di metri la chioma delle piante, per capire come la foresta respira, cioè l’assorbimento e l’ emissione di CO2”

Gli scienziati salgono sulla torre per controllare e ricalibrare gli strumenti. I sensori installati raccolgono i dati che mirano a spiegare come i cambiamenti climatici influenzino la biochimica della foresta.

Ignacio Goded Ballarin, tecnico elettronico Unità Aria e Clima JRC:
“Questi strumenti misurano il flusso di anidride carbonica, acqua e ozono ma anche altri parametri come la radiazione solare globale e la parte dello spettro solare che le piante assorbono e utilizzano per la fotosintesi “.

Olga Pokorska, ricercatrice Post-doc in chimica ambientale all’Unità Aria e Clima JRC:
“Gli strumenti sono posti sopra la chioma a un’altezza ottimale per misurare i processi di scambio tra l’atmosfera e l’ecosistema della foresta”.

Tutti gli organismi viventi, piante e batteri del suolo compresi, producono CO2 come risultato della normale attività metabolica. Grazie alla luce del sole, le piante trasformano l’anidride carbonica in ossigeno ma, durante la notte, la fotosintesi si ferma e la CO2 viene reimmessa nell’atmosfera.

Carsten Gruening, ricercatore all’Unità Aria e Clima JRC:
“Quello che vogliamo capire da queste misurazioni è come questo processo sia legato ai cambiamenti climatici: se temperatura e disponibilità d’acqua cambiano, quanto questo influenzerà la capacità delle piante di assorbire CO2 dall’atmosfera “.

Gli scienziati avranno bisogno di un continuo monitoraggio per raccogliere dati che potrebbero dimostrare come le foreste stiano perdendo gradualmente la loro capacità di immagazzinare CO2. Una migliore comprensione di questo fenomeno potrebbe aiutare i governi ad adottare contromisure.

Carsten Gruening, ricercatore all’Unità Aria e Clima JRC:
“La nostra stazione è stata studiata per un monitoraggio a lungo termine dei flussi di CO2, in modo da tracciare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema della foresta nei prossimi 10 anni”.

Carsten Gruening, ricercatore all’Unità Aria e Clima JRC:
“Dovremmo estendere la ricerca a livello prima europeo e poi mondiale per vedere come reagiscono le foreste ai cambiamenti climatici, al riscaldamento globale, e per capire se nel futuro la loro capacità di sintetizzare CO2 rimarrà identica.”

https://ec.europa.eu/jrc/