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Grecia e Sud Europa, la piaga dei crediti in sofferenza

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Grecia e Sud Europa, la piaga dei crediti in sofferenza

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Li chiamano “crediti deteriorati” ed in Grecia sono la conseguenza tangibile di sei anni di crisi economica. In parole semplici, si tratta di quei prestiti bancari che imprese e famiglie non riescono più a ripagare. Eleni Likoudi è una delle tante persone accorse agli sportelli dell’Unione per la protezione debitori. Tra prestiti e mutui ha accumulato 400 mila euro di “rosso”.

“Ho paura di perdere la mia abitazione. Non so più cosa fare”, dice ai nostri microfoni. “Avvocati, tribunali… Ho perso la speranza. L’unica cosa che mi aspetto è che, prima o poi, rimarrò in mezzo ad una strada… Nient’altro… Mi servirebbe un aiuto… Non so…”

Il Paese detiene il record del tasso di disoccupazione all’interno della zona euro ed il reddito familiare in questi anni è calato del 30%.

“Negli ultimi due anni la società greca si è trasformata da una società di normali debitori ad una di famiglie oberate dai debiti”, racconta la corrispondente di Euronews Symela Touchtidou. “Secondo gli ultimi dati ufficiali i crediti deteriorati hanno raggiunto i 77 miliardi di euro. Ma gli esperti della materia sono convinti che questa cifra salirà ancora di più”.

La dinamica interessa tutti i Paesi dell’Europa meridionale. In Italia, secondo i dati Unimpresa, le rate non ripagate da famiglie e imprese a luglio superavano i 172 miliardi di euro. Per quanto riguarda la Spagna, sempre nello stesso mese, la cifra ha toccato addirittura i 184 miliardi, anche se, secondo i dati del Banco de Espana, i crediti deteriorati come percentuale dei prestiti totali starebbero calando.

Ma chi sono i più colpiti? “È un fenomeno che interessa tutti i membri della classe media, dalla fascia più bassa a quella più alta”, risponde Eleni Charalabidou, consulente legale dell’Unione lavoratori. “Tocca persone che hanno perso il proprio posto di lavoro, impiegati il cui reddito è sceso sotto il necessario per ripagare i debiti. Ora ci sono anche gli imprenditori, e questo è sicuramente il colpo più grosso contro la classe media”.

Atene vorrebbe implementare azioni di sostegno a famiglie e imprese in difficoltà. Tra cui spicca l’estensione dell’attuale normativa (in scadenza a gennaio 2015) che protegge i più poveri dal pignoramento della prima casa.

Ma non solo, spiega il ministro greco per lo Sviluppo Nikos Dendias: “Stiamo proponendo l’utilizzo dei fondi strutturali per sovvenzionare i pagamenti degli interessi dei prestiti sani nell’Europa meridionale, quando i tassi di interesse sono troppo alti ed è solo questione di tempo prima che si deteriorino. Grecia e Sud Europa non chiedono aiuti extra, ma solo la flessibilità per utilizzare tutti i fondi disponibili”.

Nei prossimi giorni il governo accoglierà ancora una volta gli ispettori inviati dai creditori internazionali. Obiettivo: creare un fronte comune dei Paesi dell’Europa mediterranea sul tema dei crediti deteriorati, un’eredità della recessione che rischia di affossare la nascente ripresa.