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Scozia: le voci dei militanti

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Scozia: le voci dei militanti

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La campagna è stata febbrile fino all’ultimo a Edimburgo. Con il no e il sì praticamente testa a testa. La vittoria è senz’altro in mano agli indecisi, che sono calcolati fra l’8 e il 14%, a seconda degli istituti di sondaggio.

Una giovane militante per il s`dice:

“Questa per l’indipendenza è stata la più grande mobilitazione dei lavoratori che abbiamo visto in tutta la storia della Gran Bretagna. Ecco perché penso che il tutto vada molto al di là del partito nazionale scozzese”.

Ma un’altra giovane aggiunge:

“È in gioco il nostro futuro, non si sa quello che può accadere. È un gran rischio”.

I fautori del no puntano proprio sulla paura del futuro:

“Tante cose ancora non si sanno – dice un pensionato – Ci saranno delle discussioni a non finire. Il mondo è così instabile e imprevedibile in questo momento. Verremo danneggiati sia noi che loro”.

Un elettore che non vuole sbilanciarsi aggiunge:

“Bisogna usare la testa. Ho sentito gente dire: votate con il cuore, ma no, servono entrambi per decidere, secondo me”.

Questi elettori si sentono addosso gli occhi dell’Europa. E anche del mondo.

Nelle ultime ore anche la Casa bianca ha preso posizione: a favore dell’Unione. Gli Stati uniti temono ripercussioni per il loro più stretto alleato da questa parte dell’Atlantico.