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Scozia: l'identità e la maschera

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Scozia: l'identità e la maschera

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Tutti conoscono i simboli dell’identità scozzese: il kilt – il gonnellino di lana i cui motivi tartan rappresentano il ‘clan’ di appartenenza – o le cornamuse, strumento musicale tipico delle Highlands. Proprio queste sono al centro di meeting o eventi come il North Berwick International Highland Games che ad agosto raccoglie band di ben 15 paesi per celebrare la cultura scozzese e gaelica.

Il kilt in realtà è l’invenzione di un tal Thomas Rawlinson, imprenditore inglese del ‘700 che semplicemente elaboro’ la grezza coperta con i quali poveri delle Highlands si coprivano per aveve meno freddo.

Il tartan si indossa cosi’ dal 700 ed ha ispirato gli stilisti di tutti i paesi anche gli italiani Dolce e Gabbana che nel 2008 avevano presentato a Milano una collezione totalmente scozzese.

Il tartan è storicamente la stoffa della Scozia. Ad Edimburgo sono tanti gli artigiani che l’adoperano per diversi capi d’abbigliamento.

Naturalmente se per un turista l’elemento estetico gli fa scegliere un tartan piuttosto che un altro per lo scozzese c‘è un legame maggiore verso questo prodotto.

Il grande storico britannico nonchè marxista Eric Hobsbawn aveva spiegato bene come gli elementi oggi riconosciuti quali simboli dell’identità scozzese siano una invenzione retrospettiva. Del resto le identità culturali nascono per contrapposizione e finché la Scozia e’ stata una nazione indipendente non ha prodotto elementi distintivi, quelli che poi il romanticismo avrebbe elaborato.