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Scozia al voto, giornata cruciale e molto sentita

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Scozia al voto, giornata cruciale e molto sentita

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È la giornata cruciale per la Scozia, e poi sarà una lunga notte d’attesa: i seggi referendari si sono aperti alle sette di mattina, si vota fino alle 22. Non ci sono exit poll, e le prime proiezioni sono attese verso le due del mattino, i primi risultati attendibili quando il sole sarà già alto su una Scozia comunque nuova: se vincerà il “Sì” si andrà verso un’indipendenza che dovrebbe essere cosa fatta nel 2016; se vincerà il “No”, il governo britannico ha comunque promesso passi decisi per una ulteriore quota di devoluzione dei poteri.

In mattinata hanno votato tutti i leader: quelli che si sono spesi per il “Sì”, quelli che hanno detto “No”.

Gli elettori sono molti: non si potranno avere cifre sull’affluenza prima della chiusura dei seggi, ma si sa che il 97% degli aventi diritto si è iscritto nelle liste elettorali. Un record, per una consultazione che, comunque, tutti sentono molto.

A una signora in lacrime è stato chiesto perché:

“Sono britannica, mio padre è inglese, mia madre è scozzese, nata in Inghilterra, vivo qui. Sono britannica, non posso essere altro”.

“Penso che gli scozzesi debbano governare la Scozia, è semplice”, dice un’altra elettrice.

“Sono contenta della Scozia nella quale sono venuta a vivere 38 anni fa e non voglio cambiarla. Mi piace così, e questo vale anche per tanti altri scozzesi e non scozzesi”, dice una terza.

Ad esprimere il loro sostegno per una Scozia indipendente sono venuti anche i movimenti indipendentisti europei che si riuniscono in questi giorni e che verranno ricevuti nel Parlamento scozzese.
Sardi, corsi, baschi,catalani… Presente anche una delegazione della Lega Nord.