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Scozia: la forza del nazionalismo 'civico', 94% immigrati vota sì

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Scozia: la forza del nazionalismo 'civico', 94% immigrati vota sì

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La Scozia è chiamata a una scelta importante. E significative potrebbero essere anche le conseguenze del referendum sull’indipendenza. Un aspetto molto emotivo potrebbe influenzare il voto: l’indentità. Il paese è pieno di tradizioni, ma si tratta di un nazionalismo definito civico, che non impedisce la coabitazione delle tradizioni delle diverse comunità. Ma che significa essere scozzese, dopo 307 anni di unione con il Regno Unito?

“Gli scozzesi hanno la loro identità, abbiamo sempre mantenuto la nostra identità – dice Ron Cowie, sostenitore della campagna per il ‘no’ – C‘è un vecchio proverbio che dice ‘avere il fuoco nelle vene’ e noi scozzesi saremo sempre così, ma siamo parte del Regno Unito e penso che sia meglio così”.

Simbolo della Scozia più conosciuto, e bevuto, nel mondo, il whisky è il secondo prodotto più esportato, dopo l’energia. 9 bottiglie su 10 vengono vendute all’estero e il settore dà occupazione a 35.000 persone. Quale impatto potrebbe avere una possibile indipendenza?

“Il whisky scozzese è sopravvissuto a guerre e rivoluzioni – dice David Williamson della Scotch Whisky Association – Noi produciamo whisky da oltre 500 anni, ma questa decisione resta difficile”.

Questa distilleria a conduzione familiare produce whisky da due secoli e il titolare non ha paura del futuro, qualsiasi cosa accada.

“Il risultato del referendum sull’indipendenza non avrà alcun peso. Possiamo solo incrementare le vendite a causa della grande pubblicità fatta in questi tempi in tutto il mondo – confida Alan McConnochie, titolare della GlenDronach Distillery – Sono certo che i miei amici inglesi e i miei collaboratori non boicotteranno gli scozzesi. Perché poi?”

Le isole Shetland sono molto lontane sia da Londra che da Edimburgo. È dai fondali del suo mare che viene estratto il petrolio, ma l’arcipelago è anche un tesoro per la pesca e per le energie rinnovabili. Per questi discendenti diretti dei Vichinghi, la questione dell’identità scozzese è molto lontana. Qui bevono la birra.

“Sulle isole Shetland non c‘è una grande tradizione scozzese – spiega Sonny Priest, titolare della Valhalla Brewery – No, non c‘è. Molte poche persone indossano il kilt o qualcosa di simile. Noi non siamo molto vicini alle questioni scozzesi”.

Che identità ci può essere quando vivi e lavori a Glasgow, ma vieni da un altro paese? Secondo uno studio il 94% degli immigrati si identifica nella tradizione scozzese, più aperta agli stranieri rispetto al resto del Regno Unito.

Olga Mausch-Debowska viene dalla Polonia: “L’Unione europea è molto importante per me – dice – e credo che la Scozia stia meglio sola, restando però nell’Unione europea, che come parte del Regno Unito. E ci sarà sempre il pericolo di uscire dall’Unione se resteremo nel Regno Unito”.

Il futuro della Scozia dipende dai suoi residenti, circa 4 milioni di persone, che un risultato lo hanno già raggiunto: otterranno un posto nei libri di storia.