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Ristrutturazioni e scioperi, il settore aereo alla prova del low-cost

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Ristrutturazioni e scioperi, il settore aereo alla prova del low-cost

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L’ultima volta che i piloti di Air France incrociarono le braccia per un’intera settimana, correva l’anno 1998. Ma il piano di risparmi da un miliardo di euro presentato la settimana scorsa dai vertici del gruppo franco-olandese ai sindacati davvero non è piaciuto. In particolare, la nuova rotta che punta dritto verso l’espansione della divisione low-cost Transavia.

“Non vogliamo sostituire Air France con Transavia”, ha risposto il numero uno del vettore francese Frederic Gagey. “Ma solo integrare gli strumenti a disposizione di Air France per aggredire un mercato nuovo, quello di chi viaggia per piacere, sviluppando Transavia”.

Entro il 2017 dovrebbe salire a 100 il numero di aerei del vettore, i quali nelle intenzioni trasporteranno 20 milioni di passeggeri l’anno. Il tutto a detrimento dei salari dei lavoratori, dicono i sindacati, che accusano l’azienda di voler mettere in atto una vera e propria politica di delocalizzazione.

“Le compagnie aeree europee sono al punto di non ritorno: il corto e medio raggio è ormai appannaggio delle low-cost”, spiega l’esperto di Euronews Gianni Magi. “È su questo segmento che i vettori tradizionali devono orientare i loro business plan, per restare competitivi ed alimentare così quei servizi di lungo raggio dove si registrano più importanti margini di redditività”.

Anche in Germania ed in Romania gli stipendi sono oggi al centro di un’aspra contesa tra le compagnie di bandiera e i piloti. La rivoluzione scatenata dalle linee aeree low-cost si è dimostrata tutto fuorché una turbolenza passeggera. In cinque anni la fetta di traffico aereo europeo occupata da questa categoria è passata dal 20% del 2008 al 45% dell’anno scorso. Nel 2013 RyanAir ha fatto volare oltre 81 milioni di passeggeri. EasyJet segue a ruota con quasi 61 milioni.

Merito di strategie aggressive che non hanno lesinato colpi bassi: nessuna sorpresa, ad esempio, quando durante lo sciopero di Air France EasyJet ha offerto posti extra ai passeggeri rimasti a terra.