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Libia, da Tobruk l'esecutivo chiede aiuto alla Comunità internazionale

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Libia, da Tobruk l'esecutivo chiede aiuto alla Comunità internazionale

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Non soltanto Iraq, Siria e Gaza. Anche la Libia, vive in questi mesi, giorni difficili. Il caos politico, lo scontro tra le milizie avversarie e tra queste e il governo centrale. Fuggiti dalla capitale per motivi di sicurezza l’esecutivo e il parlamento libico si sono trasferiti a Tobruk. E’ qui che nel fine settimana si è tenuto un incontro con alcuni rappresentanti di Niger, Chad, Tunisia, Algeria, Sudan e, appunto, Egitto. Ai quali il governo centrale ha chiesto aiuto per riportare l’ordine nel Paese.

“Abbiamo iniziato a creare dei contatti con il Consiglio di Sicurezza Onu e con il resto della Comunità internazionale” spiega dall’incontro di Tobruk Mohammed Badr Aldien Zayed:, della delegazione egiziana
“Abbiamo bisogno di prepare un’azione punitiva contro tutti i sostenitori del terrorismo e contro quelli che lo mettono in pratica”.

Il Consiglio di Sicurezza Onu ha chiesto alle diverse fazioni in lotta un immediato cessate il fuoco. La situazione resta complessa a Tripoli e Bengasi, sotto il controllo delle milizie islamiste Alba della Libia e Ansar al Sharia. A loro volta in lotta tra loro.

“La Libia vive un momento molto difficile. Soprattutto ora che la capitale è fuori controllo” ammette Faraj Hashem, portavoce del Parlamento libico, che aggiunge:“Tripoli è nelle mani di milizie. E’ a loro che si devono tutti i guai dei libici, hanno ucciso civili, e hanno distrutto l’aeroporto così come i depositi di stoccaggio petrolifero”.

A Tripoli, dove i miliziani di Alba della Libia annunciano di non riconoscere il governo centrale, in migliaia sono scesi in piazza nei giorni scorsi per protestare contro l’esecutivo e la sua proposta di far intervenire la comunità internazionale nel Paese.