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Svezia domenica al voto. Verso un boom dell'estrema destra

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Svezia domenica al voto. Verso un boom dell'estrema destra

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Stufa dei tagli al suo stato sociale imposti dal premier Fredrik Reinfeldt, la Svezia si appresta alle urne cercando il cambiamento, ma rischiando di non trovarvi una maggioranza. All’indomani dell’ultimo dibattito televisivo, esito e conseguenze del voto di domenica restano incerti.

Stefan Lofven e i suoi socialdemocratici sono ancora avanti nei sondaggi, ma il margine è tanto risicato da prospettare l’ingovernabilità.

Ago della bilancia potrebbe rivelarsi l’estrema destra, che dall’ingresso in Parlamento alle politiche del 2010 ha quasi raddoppiato i consensi. Un boom che gli analisti in parte imputano anche all’appiattimento dei principali partiti su posizioni fra loro troppo simili.

“A fare la differenza sarà una semplice questione di fiducia – dice il commentatore politico Bjorn Ljunggren -. Chi, cioè, gli elettori considereranno più affidabile tra Reindeldt e Lofven. Anche perché tra centrodestra e socialdemocratici non ci sono sensibili differenze di programma”.

Ricetta con cui Jimmie Aakesson aspira a regalare all’estrema destra il ruolo di terzo partito è l’appello a una drastica stretta sul diritto d’asilo. “L’elevato numero dei rifugiati – ha martellato in campagna elettorale – sta mandando al collasso lo stato sociale svedese”.