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L'eterogenea coalizione anti-terrorismo di Obama

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L'eterogenea coalizione anti-terrorismo di Obama

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Un accordo per una campagna militare coordinata contro i militanti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Questo il Segretario di stato americano John Kerry è andato a firmare a Jeddah con il suo omologo saudita Saud al Faisal.

Mentre da più parti si ipotizza che i fondi a disposizione dell’autoproclamato califfato internazionale giungano proprio da finanziatori basati in Arabia saudita e negli emirati del Golfo.

Gli Stati uniti stanno montando una coalizione che include già una decina di stati del medioriente. Un insieme eterogeneo impegnato a vari livelli, che va dall’Arabia saudita al suo nemico storico l’Iran, e che sarà difficile tenere insieme, secondo l’analista Tom Sanderson, codirettore del Transnational threats, un centro di studi strategici internazionali:

“Si tratta di un sistema di elementi estremamente fluido e incline alla rottura, a causa dei diversi interessi di ciascun partner, e sarà molto difficile tenere insieme i vari livelli”.

Secondo la Cia lo Stato islamico avrebbe ormai a sua disposizione fra i 20mila e i 30mila combattenti.

Washington intende bombardarli anche in Siria.

In tal caso bisognerà passare dall’Onu, avverte la Russia, che teme un attacco a Damasco mascherato da guerra anti-terrorismo.