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11 settembre: il pianto e gli omaggi di un'America "più fiera e più forte"

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11 settembre: il pianto e gli omaggi di un'America "più fiera e più forte"

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Sul cratere del Ground Zero sorge un monumento che ricorda le vittime, un nuovo World Trade Center punta ormai verso il cielo, ma il dolore di New York è lo stesso di tredici anni fa.

Il trauma di quell’11 Settembre che cambiò gli Stati Uniti e il mondo rivive qui attraverso i nomi e le testimonianze dei familiari dei quasi 3.000 che persero la vita.

Kayla aveva appena 2 anni alla morte del padre. Qui non era però mai venuta. “E’ un passo importante – dice – Mi sento un po’ nervosa, ma so che partecipare era quanto di meglio potessi fare”.

Il fratello di Marian era invece un pompiere ed è qui che la sorella viene a ricordarlo. “Non abbiamo un altro posto dove porterlo piangere – dice -. John è qui che riposa. Di lui non ci resta niente. Giusto la stanza del museo con gli omaggi a tutti coloro di cui la salma non è mai tornata”.

Una gigantesca bandiera calata dal tetto l’omaggio invece reso alle vittime dell’attacco al Pentagono. Ed è da qui, che dopo un minuto di silenzio alla Casa Bianca, Obama è venuto a parlare di un’America oggi ancora più fiera e più forte.