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Primo ministro scozzese: "Da Londra sfacciata intimidazione"

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Primo ministro scozzese: "Da Londra sfacciata intimidazione"

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Il primo ministro Alex Salmond ha definito così le ultime mosse del governo britannico, per tentare di dare nuova linfa alla campagna per il no all’indipendenza della Scozia, oggetto di un referendum il 18 settembre: “Il governo di Londra sta portando avanti una “sfacciata intimidazione”.

Mercoledì il premier britannico era arrivato d’urgenza a Edimburgo, dopo la pubblicazione di sondaggi che, per la prima volta, davano in testa gli indipendentisti.

“Cameron ci ha detto quanto rispetti e ammiri la Scozia e il suo popolo. Tuttavia, dietro le quinte, il Tesoro e il suo consulente”, così Salmond ha definito il premier britannico, “Si sono impegnati molto per galvanizzare le alte sfere economiche perché si parli male del nostro Paese”.

Parole che sono state pronunciate nel corso di una conferenza stampa internazionale emblematica, nell’anniversario del referendum scozzese sulla devolution del 1997.

Il riferimento è alle ultime notizie dei possibili trasferimenti a Londra, in caso di vittoria del sì, annunciati dalla Royal Bank of Scotland e da Lloyds. Come anche allo spazio, dato dai media britannici, alla paura di un tracollo finanziario della Scozia, se decidesse di uscire dal Regno Unito dopo oltre tre secoli.

In queste ore a Downing street si torna a respirare. Gli ultimi sondaggi danno di nuovo in testa il no all’indipendenza.