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Offensiva di Londra per tenersi la Scozia. Salmond: "Così Cameron ci dà una mano"

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Offensiva di Londra per tenersi la Scozia. Salmond: "Così Cameron ci dà una mano"

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“La trasferta di Cameron e della banda di Westminster finirà per ritorcersi contro di loro. Ogni volta che vengono guadagnamo nuovi sostegni”.

L’analisi del primo ministro scozzese Alex Salmond la dice lunga sugli scarsi timori con cui il fronte del “Sì” all’indipendenza ha accolto la visita a Edimburgo dei leader dei tre principali partiti britannici.

Uniti nel sostenere il “No” al referendum di giovedì prossimo, Cameron, Clegg e Miliband hanno impiegato toni da supplica, invitando a “votare con la testa e con l’anima” e parlato di “cuori spezzati”, nel caso la famiglia del Regno Unito finisse per disgregarsi.

“Sembrano in preda al panico, ma potrebbe anche trattarsi della percezione dei media – dice il biografo di Alex Salmond -. Si tratta in ogni caso di una mossa tardiva e insufficiente. Manca ormai solo una settimana. Il fatto che i leader dei grandi partiti lancino questa ‘operazione seduzione’ all’ultimo minuto e implorino gli scozzesi di non lasciare il Regno Unito è certo meglio di niente, ma avrebbero dovuto farlo un anno fa e in maniera molto più convincente”.

A regalare il sorriso al leader del fronte indipendentista Alex Salmond sono intanto nuovi sondaggi che sembrano fotografare un’ulteriore avanzata dei “Sì”. Diversi punti di vantaggio che, insieme a borse e mercati, rischiano sempre più di far tremare anche la sedia del premier britannico.