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Obama e gli attacchi in Siria. L'iniziativa spacca regime e opposizione

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Obama e gli attacchi in Siria. L'iniziativa spacca regime e opposizione

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La Casa Bianca non tratta con Damasco, ma in nome della lotta all’ISIL, l’ONU prova a gettare un ponte. All’indomani del discorso in cui Obama ha escluso la cooperazione con Bachar Al-Assad, il presidente siriano ha incontrato il mediatore delle Nazioni Unite Staffan de Mistura.

L’obiettivo è provare a sciogliere il nodo gordiano di tensioni e diffidenze, esasperate dall’iniziativa statunitense.

Opposta, intanto, l’accoglienza al discorso di Obama, arrivata da Iraq e Iran.

A Damasco che ha già fatto sapere che considererà aggressivo qualsiasi intervento militare straniero “non autorizzato”, l’opposizione siriana replica tramite il suo leader Hassan Abdul Azim, rivendicando voce in capitolo. “Non può esserci intervento militare senza consenso nazionale – ha detto -. E questo significa che non solo il regime, ma anche noi dobbiamo poter dire la nostra”.

Ai ribelli moderati ha già teso la mano l’Arabia Saudita, che si è detta pronta a prepararli alla lotta contro i jihadisti. Quello che preoccupa Damasco è però lo stanziamento chiesto da Obama, per armarli e addestrarli nell’opposizione ad Assad.