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"Killer Heels", tacchi alti nella storia

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"Killer Heels", tacchi alti nella storia

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Una nuova mostra presso il Museo di Brooklyn a New York esplora la storia d’amore che le donne hanno avuto nel corso dei secoli per i tacchi killer.

Dalle scarpe con la zeppa usate nel 1600 ai tacchi a spillo dei giorni nostri, la collezione Killer Heels svela l’aspetto mistico nel design delle calzature.

La mostra è sviluppata su sei temi tra cui Revival e Reinterpretation, Glamour e Fetish, e Space Walk. Designer contemporanei sono messi a confronto per evidenziare le relazioni culturali e temporali delle diverse riproduzioni storiche.

Lisa Small, curatrice della mostra al Brooklyn Museum: “Mi piacerebbe che le persone una volta uscite da questa mostra avessero l’idea che i tacchi alti, considerati spesso solo come prerogativa di alcune, siano invece messi a fattor comune, come una lente diversa con cui guardare la storia. Dicono molto sul sesso, sulla classe, sul commercio e lo scambio nei vari periodi storici e quindi sono da considerare oggetti meravigliosi della nostra cultura materiale, anche nella loro accezione prettamente estetica”.

Le prime espressioni si hanno attorno al 1550, le scarpe con la zeppa in legno o sughero (chiamate chopines) erano indossate dalle nobildonne e cortigiane della Venezia del Rinascimento, per sembrare piú alte e magre”.

Ma scarpe dall’altezza mozzafiato si possono ricondurre al I secolo A.C..
Nella mostra è esposta una foto della statua della dea Afrodite che fluttua su dei sandali piuttosto alti.

“Killer Heels:The Art of the High-Heeled Shoe” dal 10 settembre rimarrà aperta fino al 15 febbraio.