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Petrolio, prezzi in deciso calo per eccesso di offerta

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Petrolio, prezzi in deciso calo per eccesso di offerta

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Le avvisaglie risalgono a lunedì, quando il Brent è sceso sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Ora, però, è ufficiale: il prezzo del petrolio è in caduta libera. Mercoledì il greggio di origine europea è calato sotto i 99 dollari. Una dinamica di cui ancora non si intravede la fine, a causa del contemporaneo calo della domanda e aumento dell’offerta. L’inizio, al contrario, può essere facilmente individuato: a giugno, sull’onda delle numerose crisi geopolitiche, il prezzo del paniere OPEC aveva superato i 107 dollari.

Cosa è successo da allora? “Le forniture in aumento stanno mantenendo forte la pressione sui prezzi”, risponde Ole Hansen, responsabile delle strategie sulle materie prime di Saxo Bank. “Parte del premio di rischio geopolitico che abbiamo visto nascere durante l’estate, specialmente a causa dell’Iraq, è sparito. Inoltre, stiamo cominciando quel periodo dell’anno, i prossimi due mesi, in cui la domanda dalle raffinerie tende di norma a rallentare, per cui la previsione di breve termine è per prezzi ancora più bassi”, aggiunge.

Nel rapporto dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio si legge che l’Arabia Saudita il mese scorso ha ridotto la sua produzione di 400 mila barili al giorno. Una reazione al calo dei prezzi, anche se, secondo i bene informati, sarebbe una scelta più legata a dinamiche interne al Paese.

In realtà, si dice, la produzione continua ad aumentare, specialmente dai Paesi a rischio come la Libia o l’Angola. “L’aumento della produzione OPEC vista l’anno scorso mirava ad alleviare le pressioni al rialzo causate dalla riduzione delle forniture libiche”, spiega Hansen. “Queste ora si sono riprese, per cui, presto o tardi, ci sarà una qualche reazione ai ribassi. Al momento, però, vediamo un aumento della produzione dall’Iraq, anche quella iraniana potrebbe aumentare, e l’Arabia Saudita sembra disposta a cedere quote”.

Appuntamento a novembre, quando l’Opec si riunirà per decidere i livelli di produzione. Nel frattempo, il gruppo ha ridotto le previsioni della domanda per il 2014 ed il 2015 a causa dell’aumento dell’offerta di greggio in arrivo da oltreoceano. Negli Stati Uniti la produzione continua ad aumentare grazie alla rivoluzione del petrolio di scisto, un altro fattore che contribuisce a tenere bassi i prezzi.