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Tutti uniti, o quasi, contro l'Isil. Obama presenterà agli Usa la strategia

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Tutti uniti, o quasi, contro l'Isil. Obama presenterà agli Usa la strategia

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Al vertice Nato di Newport, Barack Obama ha ottenuto il sì dai più stretti alleati degli Stati Uniti alla creazione di una grande coalizione internazionale di 40 paesi contro lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

Una campagna in tre fasi che durerà almeno tre anni e avrà il sostegno incodizionato di Regno unito, Francia, Canada e Australia.

“I nostri alleati sono già schierati al nostro fianco in Iraq. Abbiamo fermato l’avanzata dell’Isil e abbiamo fornito armi ai nostri partner iracheni per sostenerli nell’offensiva – ha detto Obama in Galles – La Nato ha accettato di garantire la sicurezza e l’assistenza umanitaria a coloro che sono sul fronte e alcuni alleati chiave della stessa Nato sono pronti ad affrontare questa minaccia impiegando i servizi di intelligence, le forze di sicurezza e anche la diplomazia”.

Il piano di Obama è quello di “indebolire e infine distruggere” le forze jihadiste in Iraq e in Siria. Il sostegno dei paesi della regione è al centro di questa strategia: i Guardiani della rivoluzione dell’Iran stanno formando l’esercito iracheno, dopo la consegna da parte di Teheran di armi e munizioni. I piloti iraniani hanno anche effettuato alcuni raid aerei e la Turchia, paese membro della Nato, ha accolto centinaia di migliaia di rifugiati siriani e iracheni. Ma la partecipazione di Ankara potrebbe essere limitata dal sequestro di 49 diplomatici turchi ancora nelle mani dei jihadisti.

I paesi arabi sono schierati contro lo Stato islamico, ma restano freddi sulla strategia decisa dalla Casa Bianca. Toccherà al segretario di Stato statunitense, John Kerry, convincere Arabia Saudita, Emirati e Giordania in una conferenza internazionale convocata per giovedì a Gedda.

Obama non ha intenzione di dispiegare truppe sul terreno, dove saranno impegnati esclusivamente i soldati iracheni e curdi. La coalizione internazionale si concentrerà a restringere la sfera d’influenza dell’Isil, la sua efficacia, i suoi finanziamenti e ad arrestare il flusso di combattenti stranieri – molti occidentali – verso Siria e Iraq.

Questo mercoledì Obama si prepara a pronunciare un discorso agli americani. Il capo della casa Bianca è pronto a lanciare una nuova campagna contro il terrorismo che potrebbe durare oltre la fine del suo secondo mandato.