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Scozia: a pochi giorni dal voto, i timori al confine

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Scozia: a pochi giorni dal voto, i timori al confine

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Strane paure emergono a pochi giorni dal referendum sull’indipendenza scozzese, che genera tensioni con l’avvicinarsi della data fatidica e con i sondaggi che danno un testa a testa. 38% Sì, 39% No, ma soprattutto 23% di intervistati che si dichiarano indecisi, dice l’ultima rilevazione. Poche settimane fa il fronte indipendentista era indietro di una ventina di punti.
A Berwick Upon Tweed, cittadina inglese alla frontiera con la Scozia, un negoziante teme il cambio di moneta:

“Circa la metà del mio volume d’affari viene dall’altra parte della frontiera. Usiamo banconote scozzesi e inglesi, per noi sono la stessa cosa. Cinque sterline scozzesi sono cinque sterline. Se la Scozia diventasse indipendente, cinque sterline scozzesi potrebbero diventare tre sterline, o sette. Diventerebbe più complicato fissare i prezzi e ci sarebbero spese bancarie ulteriori”.

Il sindaco, Isabel Hunter, invece teme che la frontiera possa chiudersi:

“Se dovesse diventare una frontiera dove vengono chiesti i passaporti, questo potrebbe essere pesante per gli abitanti di Berwick, abituati ad andare di quà e di là ogni settimana, giorno, ora”.

Dal fronte del “sì” osservano che queste sono paure assurde, perché la sterlina scozzese resterebbe agganciata a quella inglese e la frontiera resterebbe aperta, nell’ambito del trattato di libera circolazione già esistente tra Inghilterra, Irlanda, Scozia, isola di Man.