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Egitto: il Canale di Suez raddoppia, progetto nelle mani dell'esercito

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Egitto: il Canale di Suez raddoppia, progetto nelle mani dell'esercito

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Il Canale di Suez raddoppia. Parola del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. 42 aziende stanno lavorando al progetto di ampliamento di un tratto del Canale di Suez lungo 72 chilometri.

L’apertura ridurrà da 11 a 3 ore il tempo di percorrenza del corso d’acqua che separa Suez, nel mar Rosso, da Port Saïd, nel Mediterraneo. I transiti aumenteranno da 49 a 97 navi al giorno.

Il progetto, della durata di 5 anni, è gestito da due brigate del Genio militare dell’esercito e punta, nell’idea dell’ex generale al Sisi, a stimolare la disastrata economia egiziana.

“Il presidente al Sisi ci fa felici con questo progetto, ha riportato il sorriso tra di noi – sostiene, Ismaeil Owis, capo del Dipartimento di Studi Superiori dell’Università Al-Azhar – Attraverso quest’opera lungimirante e utile svilupperà l’economia egiziana”.

Il canale di Suez garantisce ogni anno all’Egitto 3,9 miliardi di euro di ricavi, l’allargamento della tratta aumenterà i profitti a 10,5 miliardi nel 2023.

Il canale ha 145 anni. Costruito dai francesi e poi passato in mani inglesi, nel 1956 fu nazionalizzato da Nasser che esautorò gli azionisti europei.

Nel 1967, gli israeliani occuparono il Sinai, determinandone la chiusura fino al 1975. Per risolvere i problemi di transito e di carico vennero progettate le “superpetroliere”.

Il costo dell’allargamento si aggira attorno ai 3 miliardi di euro. La Banca centrale egiziana ha emesso bond a cinque anni, con interessi al 12%, per finanziare i lavori.

Al Sisi ha fatto fuori gli investitori del Qatar voluti da Morsi e ha nazionalizzato il progetto affidandolo all’esercito. Dal 2011, anno della rivoluzione, il patrimonio gestito dalle Forze Armate è salito al 45% dell’economia egiziana.

“Questa terra sarà riempita d’acqua per decine di chilometri per formare un nuovo canale di trasporto – conclude il corrispondente di euronews al Cairo, Mohammed Shaikibrahim – Gli egiziani guardano con speranza a quest’opera che può rappresentare un volano per un’economia danneggiata dall’emergenze politica e di sicurezza”.