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Scozia, referendum sull'indipendenza: Londra trema

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Scozia, referendum sull'indipendenza: Londra trema

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Monta la febbre elettorale in Scozia in vista del referendum sull’indipendenza del 18 settembre. E anche Londra è costretta a tirar fuori il termometro: per la prima volta i sondaggi danno il sì maggioritario ed è aumentato di 10 punti nell’ultimo mese, segno che c‘è una vera dinamica in corso.

L’esponente nazionalista Nicola Sturgeon la spiega così:

“I dati mostrano che sempre più scozzesi stanno arrivando alla conclusione che l’indipendenza è il modo migliore per proteggere il nostro sistema sanitario, la crescita economica, creare lavoro ed essere sicuri di non ereditare di governi conservatori per cui non abbiamo votato ma che invece in Scozia vadano al potere gli esecutivi che abbiamo effettivamente scelto”.

L’ex premier laburista Gordon Brown, che è scozzese, è invece più misurato:

“Voglio un parlamento scozzese con poteri più forti, e soprattutto voglio cambiamenti per renderlo ancora più forte, ma voglio anche condividere le nostre risorse con il resto del Regno unito”.

Idrocarburi, questa la parola magica. I principali giacimenti offshore sono in acque che diventerebbero esclusivamente scozzesi, in caso di vittoria del sì al referendum del 18 settembre.