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Ex consigliere Clinton, contro ISIS serve esercito iracheno più forte

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Ex consigliere Clinton, contro ISIS serve esercito iracheno più forte

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Continuare con le sanzioni contro la Russia e rafforzare la difesa in Europa dell’est. Barack Obama lo ha sottolineato al vertice Nato conclusosi venerdì, durante il quale è stata approvata la creazione di una forza di azione rapida da dispiegare se necessario in Polonia e nei Paesi Baltici.

Di questo il nostro corrispondente negli Stati Uniti ha discusso con Sandy Berger, consigliere per la sicurezza nazionale durante il secondo mandato di Bill Clinton.

“A meno che non ci sia un accordo politico che faccia tornare la zona del conflitto sotto il controllo ucraino, credo sia necessario aumentare le sanzioni. Dobbiamo aiutare l’Ucraina a difendersi e non dovremmo lasciare che questa situazione porti a un’aggressione da parte di Putin”.

Obama è riuscito a mettere assieme un primo gruppo di Paesi, tra i quali anche l’Italia, disposti a combattere contro gli estremisti dello Stato islamico in Iraq.

“Chiaramente c‘è una dimensione militare. Possiamo causare danni con la potenza aerea, ma ci devono essere fondamentalmente forze sul terreno per respingere l’ISIS. Ciò significa che abbiamo bisogno che l’esercito iracheno, eroso negli ultimi anni, sia forte. Dunque dobbiamo contribuire alla sua ricostruzione”.

A chi ricorda la disastrosa guerra in Iraq di Bush, Obama risponde che stavolta è fondamentale coinvolgere gli Stati arabi. Secondo un sondaggio, quasi un terzo degli statunitensi ritiene che Washington debba intervenire maggiormente in Iraq e il 40% sostiene di non saperne abbastanza per poter esprimere un’opinione.

Stefan Grobe, euronews:
“Il sentimento diffuso nella comunità che si occupa di politica estera a Washington è che il summit della Nato sia un successo ragionevole. Il presidente Obama, inizialmente restìo, è riuscito a mettere assieme tutti gli elementi necessari per fronteggiare gli aggressori, ossia la Russia e l’ISIS. Adesso il presidente statunitense deve cominciare una battaglia faticosa per convincere l’opinione pubblica e il Congresso”.